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Michele Mari: una poesia

marzo 13, 2014

Se mi emoziona
pensare una targhetta sul citofono
con i nostri cognomi congiunti
se prima di addormentarmi
mi studio di variarla
in ottone
in ferro smaltato bombé
in plastica oro a caratteri rossi
in plastica grigia a caratteri blu
in cartoncino manoscritto
nell’antica striscia del dymo
immagina
quanto male mi faccia
pensare a un figlio in cui congiunti
fossero i nostri occhi

Questa poesia di Michele Mari (tratta da Cento poesie d’amore a Ladyhawke, Einaudi, 2007) viene da www.ilprimoamore.com/testo_404.html

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Perché tu mi dici: poeta? di Sergio Corazzini

marzo 13, 2014

Perché tu mi dici: poeta?
Io non sono un poeta.
Io non sono che un piccolo fanciullo che piange.
Vedi: non ha che le lagrime da offrire al Silenzio.
Perché tu mi dici: poeta?
Le mie tristezze sono povere tristezze comuni.
Le mie gioie furono semplici,
sempilci così, che se io dovessi confessarle a te arrossirei.
Oggi io penso a morire.
Io voglio morire, solamente perché sono stanco;
solamente perché i grandi angioli
su le vetrate delle cattedrali
mi fanno tremare d’amore e di angoscia;
solamente perché, io sono, oramai,
rassegnato come uno specchio,
come un povero specchio melanconico.
Vedi che io non sono un poeta:
sono un fanciullo triste che ha voglia di morire.
Oh, non meravigliarti della mia tristezza!
E non domandarmi;
io non saprei dirti che parole così vane,
Dio mio così vane,
che mi verrebbe da piangere come se fossi per morire.
Le mie lagrime avrebbero l’aria
di sgranare un rosario di tristezza
davanti alla mia anima sette volte dolente
ma io non sarei un poeta;
sarei semplicemente, un dolce e pensoso fanciullo
cui avvenisse di pregare, così, come canta e come dorme.
Io mi comunico del silenzio, cotidianamente, come di Gesù.
E i sacerdoti del silenzio sono i romori,
poichè senza di essi io non avrei cercato e trovato il Dio.
Questa notte ho dormito con le mani in croce.
Mi sembrò di essere un piccolo e dolce fanciullo
dimenticato da tutti gli umani,
povera tenera preda del primo venuto;
e desiderai di essere venduto,
di essere battuto
di essere costretto a digiunare
per potermi mettere a piangere tutto tutto solo,
disperatamente triste,
in un angolo oscuro.
Io amo la vita semolice delle cose.
Quante passioni vidi sfogliarsi, a poco a poco,
per ogni cosa che se ne andava!
Ma tu non mi comprendi e sorridi.
E pensi che io sia malato.
Oh, io sono veramente malato!
E muoio, un poco, ogni giorno.
Vedi: come le cose.
Non sono, dunque, un poeta:
io so che per esser detto: poeta, conviene
viver ben altra vita!
Io non so, Dio mio, che morire.
Amen.

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-19439>

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Presentazione “Codice Interiore” di M. Teresa Santalucia Scibona

ottobre 16, 2012

 

INVITO -  Venerdì 19 ottobre  2012 – ore 17.30

 Sala Capitolare Chiostro di S. Domenico.

 Piazza Madre Teresa di Calcutta Siena

 La Libreria Mondadori – Via Montanini, 112 Si.

 Presenta il volume poetico di    

 M. TERESA SANTALUCIA SCIBONA

   “ CODICE  INTERIORE”- Cantagalli Editore

  Introduzione di  S.E. Mons. ANTONIO RIBOLDI

Vescovo Emerito di Acerra (Na). 

 Prefazione del Prof. ALESSANDRO FO

    Interventi:

Prof. ALESSANDRO FO.

 

 

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“Solodieci-POESIE”…

novembre 14, 2009

“Solodieci-POESIE” – Scibona Santalucia M.Teresa – “Questo minuto bouquet poetico è un inno alla creatività artistica, modulato in versi con la delicatezza che appartiene all’autrice. Ciascun testo si riferisce ad un quadro o a una scultura: un dono agli artisti cari a Scibona, in segno di reciprocità emozionale…..Parola viva, parola madre che nutre, che alleva, indirizza, comprende, ama.” DIANA BATTAGGIA Libriccini da collezione-LietoColle Editore -5,00 Euro  al seguente link LietoColle – Collana Solodieci

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M. Teresa Santalucia Scibona

agosto 29, 2009
MariaTeresa

Nuova pubblicazione della poetessa senese  M. Teresa Santalucia  Scibona - Prossimamente in libreria

Ed. Joker – Copertina:  Enzo Santini, Cello player, 1990

clic su questo link per scaricare l’immagine

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Da”Eccessi di culture” di Marco Aime

febbraio 9, 2009

Vidi che non c’è Natura,

che la Natura non esiste,

che ci sono monti, valli, pianure,

che ci sono piante, fiori, erbe,

che ci sono fiumi e pietre,

ma che non c’è un tutto a cui questo appartenga,

che un insieme reale e vero è una malattia delle nostre idee.

La Natura è parti senza un tutto.

Questo è forse quel tale mistero di cui parlano.

                           F. Pessoa, Il Guardiano di greggi

 

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Pubblicazione poesie nel web il Narratore per merc 29 gen 2009

gennaio 26, 2009

mercoledì prossimo 29 gennaio 2009 verranno pubblicate nel web  “Il Narratore” le  poesie in mp3 della poetessa Maria Teresa Santalucia Scibona

(http://www.ilnarratore.com/)

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